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Attivo
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Vendita
Casa indipendente
Casa indipendente in vendita a Morciano di Leuca - Via A. Viti, 12, 123 mq
Via A. Viti, 12, Morciano di Leuca, Lecce (si apre su Google Maps in una nuova scheda)
Ottimo Affare: 44% sotto la media
123
mq
4
Locali
2
Camere
1
Bagni
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AccediDescrizione
A Barbarano, graziosa frazione del comune di Morciano d Leuca, proponiamo in vendita un'abitazione indipendente in centro. L'immobile, della superficie complessiva di circa 110 mq, si compone di un ingresso su strada, una zona giorno con cucina e camino, due camere da letto matrimoniali, un bagno, una verandina al piano e una terrazza sul tetto con vista sul paese. La soluzione proposta è l'investimento ideale per chi cerca una dimora vicina al mare in un contesto tranquillo e lontano dal caos.
LE PRESENTI INFORMAZIONI E PLANIMETRIE SONO MERAMENTE INDICATIVE E NON COSTITUISCONO ELEMENTI CONTRATTUALI.
- CENNI STORICI E CURIOSITA' -
Barbarano offre al visitatore una autentica e suggestiva realtà di borgo. Adagiata ai piedi della Serra Falitte, la sua fondazione risale al Medioevo, quando alcuni villaggi ubicati nelle vicinanze furono abbandonati e la popolazione preferì rifugiarsi in un luogo che offriva naturale protezione dalle scorrerie dei “barbari”.
Il centro storico presenta due elementi caratteristici: una torre cinquecentesca, notevole esempio di architettura militare, e la Parrocchiale dedicata a San Lorenzo, semplice e lineare nel suo sviluppo.
Alla periferia del paese – inoltre – si segnalano l’elegante complesso architettonico di Santa Maria del Belvedere (“Leuca Piccola”) e le “vore”, enormi inghiottitoi naturali, fra i più significativi esempi del carsismo salentino.
Sulla sua storia municipale sono state pubblicate alcune monografie ad opera di studiosi locali: Cesare Daquino (“Barbarano”, Capone Editore, 1989) e Francesco Cazzato (“Barbarano del Capo raccontata dai preti”, Imago, 2010).
Le prime note storiche si riferiscono alla fine del 1600, quando il Padre Cappuccino Luigi Tasselli citò Barbarano nella sua “Antichità di Leuca”: “Barbarano (prima Vorano) perché lato ad esso vi sono due voragini meravigliose, originate da terremoti, o così da principio, da tempi antichissimi, dopo la famiglia Antoglietta fu di nuovo, come prima, delli signori Capeci, ed in maniero, che ne tempi di Carlo V, era Padron di Barbarano Anibale Capece”.
La storia delle successioni feudali in Barbarano racconta le vicende di sole quattro famiglie: i Dell’Antoglietta, i D’Aquino, i Sangiorgio e, soprattutto, i Capece, quest’ultimi feudatari del luogo dal 1442 al 1806.
Proprio alla casata dei Capece si deve la costruzione del castello di Barbarano, di cui la svettante torre è la parte superstite. Da alcune notizie bibliografiche si evince che la torre, oggi alta 18 metri, era circondata da un fossato profondo circa 2 metri, colmato nel secolo scorso. L’architrave della porta d’ingresso conserva un autorevole stemma gentilizio, che ricorda le nobili origini della famiglia di appartenenza, e una data incisa che toglie ogni dubbio sull’epoca dell’edificazione o, per lo meno, di una sua ristrutturazione: 1505.
Particolare è invece la posizione della chiesa parrocchiale di Barbarano, consacrata al patrono San Lorenzo. La sua costruzione risale alla metà del 1500, ad opera della famiglia Capece e non a caso proprio di fronte alla facciata principale del castello baronale, all’epoca in aperta campagna e distante circa 500 metri dal nucleo abitato del paese. Questa peculiarità venne annotata anche da Giacomo Arditi: “La chiesa parrocchiale sta fuori circa mezzo chilometro verso levante, con conseguente disagio per i fedeli".
Nella stessa epoca, di fronte al castello, vi era una seconda chiesa dedicata a San Nicola, “appartenente ai feudatari e collegata al frantoio ipogeo del palazzo baronale da un passaggio sotterraneo, che veniva frequentata anche dai contadini che lavoravano al servizio dei baroni. Questo tunnel di circa una decina di metri è entrato nella memoria fantasiosa delle generazioni successive”.
La cappella era affiancata da due strade cieche: la via dei Giorgi (poi divenuta via San Giorgio) e via Cortini, abitate da persone che lavoravano alle dipendenze del feudatario. Via San Giorgio è ora un accesso privato, mentre via Cortini coincide con l’attuale via Baracca. Questo quartiere venne collegato al resto del paese tramite via Anton Viti. Probabilmente l’antica divisione del paese in due rioni “Cappaddhari” e “Chiazzaluri” sarebbe da riferire alla presenza delle due chiese di S. Stefano e S. Nicola. Il nucleo principale del paese però ruotava intorno alla prima chiesa parrocchiale, nella cui piazza antistante confluivano le più importanti strade: via Viti, via di Mezzo, via dei Messeri e via S. Stefano.
LE PRESENTI INFORMAZIONI E PLANIMETRIE SONO MERAMENTE INDICATIVE E NON COSTITUISCONO ELEMENTI CONTRATTUALI.
- CENNI STORICI E CURIOSITA' -
Barbarano offre al visitatore una autentica e suggestiva realtà di borgo. Adagiata ai piedi della Serra Falitte, la sua fondazione risale al Medioevo, quando alcuni villaggi ubicati nelle vicinanze furono abbandonati e la popolazione preferì rifugiarsi in un luogo che offriva naturale protezione dalle scorrerie dei “barbari”.
Il centro storico presenta due elementi caratteristici: una torre cinquecentesca, notevole esempio di architettura militare, e la Parrocchiale dedicata a San Lorenzo, semplice e lineare nel suo sviluppo.
Alla periferia del paese – inoltre – si segnalano l’elegante complesso architettonico di Santa Maria del Belvedere (“Leuca Piccola”) e le “vore”, enormi inghiottitoi naturali, fra i più significativi esempi del carsismo salentino.
Sulla sua storia municipale sono state pubblicate alcune monografie ad opera di studiosi locali: Cesare Daquino (“Barbarano”, Capone Editore, 1989) e Francesco Cazzato (“Barbarano del Capo raccontata dai preti”, Imago, 2010).
Le prime note storiche si riferiscono alla fine del 1600, quando il Padre Cappuccino Luigi Tasselli citò Barbarano nella sua “Antichità di Leuca”: “Barbarano (prima Vorano) perché lato ad esso vi sono due voragini meravigliose, originate da terremoti, o così da principio, da tempi antichissimi, dopo la famiglia Antoglietta fu di nuovo, come prima, delli signori Capeci, ed in maniero, che ne tempi di Carlo V, era Padron di Barbarano Anibale Capece”.
La storia delle successioni feudali in Barbarano racconta le vicende di sole quattro famiglie: i Dell’Antoglietta, i D’Aquino, i Sangiorgio e, soprattutto, i Capece, quest’ultimi feudatari del luogo dal 1442 al 1806.
Proprio alla casata dei Capece si deve la costruzione del castello di Barbarano, di cui la svettante torre è la parte superstite. Da alcune notizie bibliografiche si evince che la torre, oggi alta 18 metri, era circondata da un fossato profondo circa 2 metri, colmato nel secolo scorso. L’architrave della porta d’ingresso conserva un autorevole stemma gentilizio, che ricorda le nobili origini della famiglia di appartenenza, e una data incisa che toglie ogni dubbio sull’epoca dell’edificazione o, per lo meno, di una sua ristrutturazione: 1505.
Particolare è invece la posizione della chiesa parrocchiale di Barbarano, consacrata al patrono San Lorenzo. La sua costruzione risale alla metà del 1500, ad opera della famiglia Capece e non a caso proprio di fronte alla facciata principale del castello baronale, all’epoca in aperta campagna e distante circa 500 metri dal nucleo abitato del paese. Questa peculiarità venne annotata anche da Giacomo Arditi: “La chiesa parrocchiale sta fuori circa mezzo chilometro verso levante, con conseguente disagio per i fedeli".
Nella stessa epoca, di fronte al castello, vi era una seconda chiesa dedicata a San Nicola, “appartenente ai feudatari e collegata al frantoio ipogeo del palazzo baronale da un passaggio sotterraneo, che veniva frequentata anche dai contadini che lavoravano al servizio dei baroni. Questo tunnel di circa una decina di metri è entrato nella memoria fantasiosa delle generazioni successive”.
La cappella era affiancata da due strade cieche: la via dei Giorgi (poi divenuta via San Giorgio) e via Cortini, abitate da persone che lavoravano alle dipendenze del feudatario. Via San Giorgio è ora un accesso privato, mentre via Cortini coincide con l’attuale via Baracca. Questo quartiere venne collegato al resto del paese tramite via Anton Viti. Probabilmente l’antica divisione del paese in due rioni “Cappaddhari” e “Chiazzaluri” sarebbe da riferire alla presenza delle due chiese di S. Stefano e S. Nicola. Il nucleo principale del paese però ruotava intorno alla prima chiesa parrocchiale, nella cui piazza antistante confluivano le più importanti strade: via Viti, via di Mezzo, via dei Messeri e via S. Stefano.
Caratteristiche
Ascensore
No
Stato
Buono / Abitabile
Servizi e accessori
Armadio a muro
Caminetto
Esposizione esterna
Fibra ottica
Impianto tv singolo
Infissi esterni in vetro / metallo
Referente
Tommaso Provenzano IMMOBILIARE
Storico
Pubblicato
06 Sep 2026
Aggiornato
09 Sep 2026
Sul mercato
2 giorni
ID Annuncio
132028324