Fai il login per vedere questa foto
Fai il login per vedere questa foto
Fai il login per vedere questa foto
Fai il login per vedere questa foto
Attivo
1 / 5
Vendita
Appartamento
Appartamento
Via Grezzi, 1, Altopiano della Vigolana, Trento (si apre su Google Maps in una nuova scheda)85
mq
3
Locali
2
Camere
1
Bagni
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!
Registrati per lasciare una recensione
AccediDescrizione
Per anni l’ho dato in affitto, quel primo piano. Un appartamento di luce, a Vattaro, dove l’aria sa di resina e la Panarotta si vede da lontano come una sagoma severa e bella. Ora ho deciso di venderlo. Non è stata una scelta facile. Forse perché in quelle stanze, senza volerlo, hanno vissuto quattro inquilini molto particolari. Non chiedermi i nomi: non li ricordo più.
Il primo fu un ragazzo esplosivo, con il sorriso facile e la mania di aprire tutte le finestre. Lui arrivò a marzo, quando ancora il balcone piccolo accanto alla cucina era umido di neve sciolta. La mattina spalancava la porta finestra della cucina e, senza scarpe, usciva sul balconcino a respirare. Diceva che l’odore del terriccio nuovo lo faceva sentire vivo. In soggiorno lasciava giacche leggere appese alle sedie e teneva sempre il lungo poggiolo, quello che dalla camera singola arriva fino al soggiorno, cosparso di semi per gli uccelli. Quando andò via, a fine giugno, trovai un acino d’uva sul davanzale della finestra stile porta finestra della camera matrimoniale, quella con lil parapetto che lui chiamava “il palco della regina”.
La seconda arrivò con il caldo. Una ragazza rumorosa, dai gesti larghi, con il costume infilato sotto la maglietta. Lasciava asciugamani stesi ovunque sul balconcino, sulla ringhiera, persino sulla doccia incassata nel muro del bagno. Usava l’angolo cottura solo per frullare ghiaccio e limoni. La camera singola era la sua: ci dormiva con le finestre spalancate, la radio accesa anche alle tre. Quando se ne andò, a settembre, trovai nel lungo poggiolo una sabbia fine che non sono mai riuscita a spiegarmi. Ma anche un’allegria che ci mise settimane a svanire.
Il terzo era un uomo ansioso, dal fiato corto. Arrivò con le prime foglie gialle. Ogni sera controllava che tutte le porte finestre fossero ben chiuse. Teneva le tende tirate. Nel lungo poggiolo ammucchiava coperte di lana. Usava l’angolo cottura solo per fare tè e zuppe. Quando partì, a novembre, trovai nel bagno un biglietto: «Grazie per le finestre. Ti ho lasciato le castagne nel ripostiglio».
L’ultima fu una signora molto anziana e silenziosa. Arrivò con i primi freddi. Si sedeva sul divano del soggiorno, quello sul lato opposto del balconcino e guardava fuori per ore. Le piaceva dormire con il riscaldamento spento. Usava il lungo poggiolo solo per far asciugare la biancheria. Quando se ne andò, a marzo, aveva già smesso di scaldare le stanze.
Ora l’appartamento è vuoto. Pronto ad accogliere nuove persone nuovi mobili accanto a quelli che ci sono già. L’ampio soggiorno con angolo cottura, il corridoietto breve, le due camere, il bagno con doccia incassata. Tutto è luminoso, anche quando fuori è nuvolo. Perché a Vattaro, al primo piano di un condominio, la luce non se ne va mai.
Il primo fu un ragazzo esplosivo, con il sorriso facile e la mania di aprire tutte le finestre. Lui arrivò a marzo, quando ancora il balcone piccolo accanto alla cucina era umido di neve sciolta. La mattina spalancava la porta finestra della cucina e, senza scarpe, usciva sul balconcino a respirare. Diceva che l’odore del terriccio nuovo lo faceva sentire vivo. In soggiorno lasciava giacche leggere appese alle sedie e teneva sempre il lungo poggiolo, quello che dalla camera singola arriva fino al soggiorno, cosparso di semi per gli uccelli. Quando andò via, a fine giugno, trovai un acino d’uva sul davanzale della finestra stile porta finestra della camera matrimoniale, quella con lil parapetto che lui chiamava “il palco della regina”.
La seconda arrivò con il caldo. Una ragazza rumorosa, dai gesti larghi, con il costume infilato sotto la maglietta. Lasciava asciugamani stesi ovunque sul balconcino, sulla ringhiera, persino sulla doccia incassata nel muro del bagno. Usava l’angolo cottura solo per frullare ghiaccio e limoni. La camera singola era la sua: ci dormiva con le finestre spalancate, la radio accesa anche alle tre. Quando se ne andò, a settembre, trovai nel lungo poggiolo una sabbia fine che non sono mai riuscita a spiegarmi. Ma anche un’allegria che ci mise settimane a svanire.
Il terzo era un uomo ansioso, dal fiato corto. Arrivò con le prime foglie gialle. Ogni sera controllava che tutte le porte finestre fossero ben chiuse. Teneva le tende tirate. Nel lungo poggiolo ammucchiava coperte di lana. Usava l’angolo cottura solo per fare tè e zuppe. Quando partì, a novembre, trovai nel bagno un biglietto: «Grazie per le finestre. Ti ho lasciato le castagne nel ripostiglio».
L’ultima fu una signora molto anziana e silenziosa. Arrivò con i primi freddi. Si sedeva sul divano del soggiorno, quello sul lato opposto del balconcino e guardava fuori per ore. Le piaceva dormire con il riscaldamento spento. Usava il lungo poggiolo solo per far asciugare la biancheria. Quando se ne andò, a marzo, aveva già smesso di scaldare le stanze.
Ora l’appartamento è vuoto. Pronto ad accogliere nuove persone nuovi mobili accanto a quelli che ci sono già. L’ampio soggiorno con angolo cottura, il corridoietto breve, le due camere, il bagno con doccia incassata. Tutto è luminoso, anche quando fuori è nuvolo. Perché a Vattaro, al primo piano di un condominio, la luce non se ne va mai.
Caratteristiche
Piano
1
Ascensore
No
Stato
Buono / Abitabile
Riscaldamento
Autonomo, a radiatori, alimentato a metano
Servizi e accessori
Esposizione esterna
Impianto tv singolo
Infissi esterni in doppio vetro / legno
Porta blindata
VideoCitofono
Referente
Horus RE Agency
Storico
Pubblicato
14 May 2026
Aggiornato
09 Jul 2026
Sul mercato
56 giorni
ID Annuncio
129077344