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Attivo
1 / 5
Vendita
Palazzo - Edificio
Palazzo - Edificio in vendita a Brescia - Via Sant'Orsola, 3000 mq
Via Sant'Orsola, Brescia, Brescia (si apre su Google Maps in una nuova scheda)Zona: Sant'Eufemia - Caionvico (San Polo, Caionvico, Sant'Eufemia)
3000
mq
5+
Locali
3
Bagni
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AccediDescrizione
EX OPIFICIO — 3.000 MQ DI VOLUMETRIA ESISTENTE DA TRASFORMARE
Prezzo richiesto: [omissis]
Un'opportunità rara per chi non cerca semplicemente un immobile da ristrutturare, ma una struttura architettonica con una volumetria importante e un potenziale progettuale fuori dall'ordinario.
L'ex opificio dispone infatti di circa 3.000 mq di volume già esistente, oggi racchiusi nella struttura industriale originaria.
Ed è proprio qui che nasce l'idea progettuale più interessante:
non demolire.
La demolizione porterebbe a una nuova edificazione con una S.L.P. di circa 1.700 mq.
Conservando invece l'impianto esistente, il progetto può partire dall'enorme patrimonio spaziale già disponibile: circa 3.000 mq di volume da reinterpretare, svuotare, alleggerire e trasformare.
Naturalmente, ogni ipotesi di recupero e sfruttamento della volumetria dovrà essere verificata sotto il profilo urbanistico, edilizio e normativo.
UNA FABBRICA CHE PUÒ DIVENTARE UN QUARTIERE
La visione non è quella di una tradizionale ristrutturazione.
È quella di trasformare l'ex opificio in una architettura residenziale contemporanea, mantenendo leggibile la struttura industriale e inserendo al suo interno un sistema di abitazioni indipendenti.
Immaginare loft a più livelli, quasi come piccole case a schiera costruite dentro la fabbrica.
Ogni unità potrebbe avere una propria distribuzione verticale, con zona giorno, camere, soppalchi, terrazze e spazi privati, mentre la struttura originaria diventerebbe il grande involucro comune.
Il risultato potrebbe essere qualcosa di estremamente contemporaneo:
una piccola comunità residenziale contenuta all'interno di un'ex architettura produttiva.
IL LUSSO DEL GRANDE VOLUME
Il vero elemento distintivo dell'immobile è la dimensione tridimensionale dello spazio.
Dove le altezze lo permettono, non si deve ragionare soltanto in metri quadrati di pavimento, ma in metri cubi da abitare.
I grandi volumi industriali possono essere sfruttati attraverso:
• soppalchi;
• doppi volumi;
• passerelle;
• livelli sfalsati;
• corti interne;
• terrazze;
• giardini privati;
• grandi superfici vetrate;
• spazi comuni;
• eventuali box e autorimesse integrati nel progetto.
In questo modo, la volumetria esistente può diventare la materia prima di un progetto architettonico completamente nuovo.
TAGLIARE LA FABBRICA PER FAR ENTRARE IL CIELO
Uno degli interventi più suggestivi potrebbe essere la realizzazione di grandi tagli nella copertura e nella massa dell'edificio, là dove il progetto lo consenta.
Non una demolizione indiscriminata, ma una demolizione chirurgica.
Creare vuoti per ottenere luce.
Creare corti per ottenere verde.
Creare aperture per ottenere prospettive.
Creare doppie altezze per restituire all'interno quella percezione di grandezza che appartiene naturalmente all'architettura industriale.
La struttura originaria rimarrebbe così riconoscibile, ma verrebbe attraversata da una nuova sequenza di luce, verde e spazio domestico.
CASE CONTEMPORANEE DENTRO UNA STRUTTURA INDUSTRIALE
Il fascino dell'intervento sarebbe proprio nel contrasto.
All'esterno, la memoria dell'opificio.
All'interno, un'architettura contemporanea fatta di vetro, acciaio, legno, cemento e verde.
Le singole abitazioni potrebbero essere progettate come volumi autonomi inseriti nella grande struttura esistente, quasi fossero oggetti architettonici sospesi all'interno di una gigantesca scatola industriale.
Ogni loft potrebbe avere una propria identità, pur appartenendo a un unico progetto.
Non un condominio tradizionale.
Non una semplice conversione industriale.
Un nuovo modo di abitare un edificio industriale.
DUE SCENARI, UNA SOLA GRANDE OPPORTUNITÀ
L'immobile presenta quindi due possibili approcci progettuali:
SCENARIO 1 — DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE
La struttura viene demolita e l'intervento viene ricondotto a una S.L.P. di circa 1.700 mq, secondo quanto consentito dalla disciplina urbanistica applicabile.
SCENARIO 2 — RECUPERO DELL'ESISTENTE
Si conserva la struttura industriale, che dispone di circa 3.000 mq di volume esistente, e si lavora architettonicamente al suo interno attraverso demolizioni selettive, nuovi livelli, tagli di luce, corti, soppalchi e volumi abitativi.
Ed è proprio il secondo scenario a presentare, dal punto di vista architettonico, la possibilità di creare qualcosa di realmente unico.
[omissis] — UN'OPERAZIONE DA PROGETTARE, NON SEMPLICEMENTE DA RISTRUTTURARE
Il valore dell'opportunità sta nella possibilità di acquisire un grande contenitore industriale e trasformarlo in una nuova architettura residenziale, mantenendo ciò che rende irripetibile l'edificio: la sua struttura, i suoi volumi e la sua memoria.
La vera domanda non è quindi:
“Quanto costa ristrutturare questa fabbrica?”
La domanda è:
“Cosa possiamo creare dentro questi 3.000 mq?”
Un progetto ambizioso potrebbe trasformare l'ex opificio in un complesso di loft indipendenti, organizzati come un piccolo quartiere contemporaneo, con una forte identità architettonica e una distribuzione studiata per sfruttare al massimo il volume esistente.
Ex opificio — circa 3.000 mq di volume esistente — [omissis].
Una struttura industriale con una seconda vita ancora tutta da progettare.
Prezzo richiesto: [omissis]
Un'opportunità rara per chi non cerca semplicemente un immobile da ristrutturare, ma una struttura architettonica con una volumetria importante e un potenziale progettuale fuori dall'ordinario.
L'ex opificio dispone infatti di circa 3.000 mq di volume già esistente, oggi racchiusi nella struttura industriale originaria.
Ed è proprio qui che nasce l'idea progettuale più interessante:
non demolire.
La demolizione porterebbe a una nuova edificazione con una S.L.P. di circa 1.700 mq.
Conservando invece l'impianto esistente, il progetto può partire dall'enorme patrimonio spaziale già disponibile: circa 3.000 mq di volume da reinterpretare, svuotare, alleggerire e trasformare.
Naturalmente, ogni ipotesi di recupero e sfruttamento della volumetria dovrà essere verificata sotto il profilo urbanistico, edilizio e normativo.
UNA FABBRICA CHE PUÒ DIVENTARE UN QUARTIERE
La visione non è quella di una tradizionale ristrutturazione.
È quella di trasformare l'ex opificio in una architettura residenziale contemporanea, mantenendo leggibile la struttura industriale e inserendo al suo interno un sistema di abitazioni indipendenti.
Immaginare loft a più livelli, quasi come piccole case a schiera costruite dentro la fabbrica.
Ogni unità potrebbe avere una propria distribuzione verticale, con zona giorno, camere, soppalchi, terrazze e spazi privati, mentre la struttura originaria diventerebbe il grande involucro comune.
Il risultato potrebbe essere qualcosa di estremamente contemporaneo:
una piccola comunità residenziale contenuta all'interno di un'ex architettura produttiva.
IL LUSSO DEL GRANDE VOLUME
Il vero elemento distintivo dell'immobile è la dimensione tridimensionale dello spazio.
Dove le altezze lo permettono, non si deve ragionare soltanto in metri quadrati di pavimento, ma in metri cubi da abitare.
I grandi volumi industriali possono essere sfruttati attraverso:
• soppalchi;
• doppi volumi;
• passerelle;
• livelli sfalsati;
• corti interne;
• terrazze;
• giardini privati;
• grandi superfici vetrate;
• spazi comuni;
• eventuali box e autorimesse integrati nel progetto.
In questo modo, la volumetria esistente può diventare la materia prima di un progetto architettonico completamente nuovo.
TAGLIARE LA FABBRICA PER FAR ENTRARE IL CIELO
Uno degli interventi più suggestivi potrebbe essere la realizzazione di grandi tagli nella copertura e nella massa dell'edificio, là dove il progetto lo consenta.
Non una demolizione indiscriminata, ma una demolizione chirurgica.
Creare vuoti per ottenere luce.
Creare corti per ottenere verde.
Creare aperture per ottenere prospettive.
Creare doppie altezze per restituire all'interno quella percezione di grandezza che appartiene naturalmente all'architettura industriale.
La struttura originaria rimarrebbe così riconoscibile, ma verrebbe attraversata da una nuova sequenza di luce, verde e spazio domestico.
CASE CONTEMPORANEE DENTRO UNA STRUTTURA INDUSTRIALE
Il fascino dell'intervento sarebbe proprio nel contrasto.
All'esterno, la memoria dell'opificio.
All'interno, un'architettura contemporanea fatta di vetro, acciaio, legno, cemento e verde.
Le singole abitazioni potrebbero essere progettate come volumi autonomi inseriti nella grande struttura esistente, quasi fossero oggetti architettonici sospesi all'interno di una gigantesca scatola industriale.
Ogni loft potrebbe avere una propria identità, pur appartenendo a un unico progetto.
Non un condominio tradizionale.
Non una semplice conversione industriale.
Un nuovo modo di abitare un edificio industriale.
DUE SCENARI, UNA SOLA GRANDE OPPORTUNITÀ
L'immobile presenta quindi due possibili approcci progettuali:
SCENARIO 1 — DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE
La struttura viene demolita e l'intervento viene ricondotto a una S.L.P. di circa 1.700 mq, secondo quanto consentito dalla disciplina urbanistica applicabile.
SCENARIO 2 — RECUPERO DELL'ESISTENTE
Si conserva la struttura industriale, che dispone di circa 3.000 mq di volume esistente, e si lavora architettonicamente al suo interno attraverso demolizioni selettive, nuovi livelli, tagli di luce, corti, soppalchi e volumi abitativi.
Ed è proprio il secondo scenario a presentare, dal punto di vista architettonico, la possibilità di creare qualcosa di realmente unico.
[omissis] — UN'OPERAZIONE DA PROGETTARE, NON SEMPLICEMENTE DA RISTRUTTURARE
Il valore dell'opportunità sta nella possibilità di acquisire un grande contenitore industriale e trasformarlo in una nuova architettura residenziale, mantenendo ciò che rende irripetibile l'edificio: la sua struttura, i suoi volumi e la sua memoria.
La vera domanda non è quindi:
“Quanto costa ristrutturare questa fabbrica?”
La domanda è:
“Cosa possiamo creare dentro questi 3.000 mq?”
Un progetto ambizioso potrebbe trasformare l'ex opificio in un complesso di loft indipendenti, organizzati come un piccolo quartiere contemporaneo, con una forte identità architettonica e una distribuzione studiata per sfruttare al massimo il volume esistente.
Ex opificio — circa 3.000 mq di volume esistente — [omissis].
Una struttura industriale con una seconda vita ancora tutta da progettare.
Caratteristiche
Piano
T, 1
Servizi e accessori
Esposizione doppia
Infissi esterni in vetro / legno
Reception
Referente
Open House
Storico
Pubblicato
18 Sep 2026
Aggiornato
18 Sep 2026
Sul mercato
0 giorni
ID Annuncio
132512352